domenica 7 settembre 2008

L'inizio:ovvero Gigia I(parte 1)

Stimolata dalla lettura del blog di Sofy http://animalidifamiglia.blogspot.com/ sono andata a recuperare dalla directory del mio vecchio diario uno dei capitoli sulla mia vita coi felini...eccovelo: L'inizio ovvero Gigia I.
I fugaci ricordi della mia lontana infanzia sono costellati di figure feline… gatti sempre gatti...e da allora in poi LORO sono rimasti.. a popolare la mia vita e i miei pensieri.
Forse il mio esagerato amore per i gatti risale ad un’altra vita..non so ,l’unica certezza è che gran parte del mio cervello “primordiale” è felino,precisamente della specie felis catus! Già a tre giorni dalla nascita qualcosa del mio comportamento risaliva a “LORO” : avevo scambiato il giorno per la notte ..e come un vero gatto che si rispetti, avrei voluto dormire il giorno (magari con le zampine a coprirmi le palpebre per celare la luce ) per cominciare l’esplorazione dell’ambiente solo verso il tramonto! Ragionavo:
_La notte è fatta per star svegli,per fantasticare e girovagare,per seguire i sussurrii del vento e i profumi dei boschi,per mangiare e giocare, quale gatto che si rispetti dormirebbe la notte? E all’alba com’è dolce tornare ad una casa silente e riposare in una calda cuccia dopo aver lambito un po’ di latte dalla ciotola!_
Non venni compresa e fui dissuasa da simile intento con metodo barbarico, suggerito a mia madre dal pediatra … (venni ripetutamente immersa nell’acqua tiepida del bagnetto ogni volta che accennavo ad appisolarmi di giorno ..e dopo una giornata insonne e “bagnata” crollai di notte a dormire come desideravano i miei genitori…) orrore!
Fu così che iniziò la mia vita :con un grosso equivoco, ma l’espediente che mi fece riprendere il ciclo “umano” di sonno e veglia , ebbe l’esito di farmi odiare per sempre il genere umano ..e simulai soltanto di essere una bimba e non invece come io sentivo ,cioè un corpo sbagliato in cui albergava l’anima di un gatto libero !
Da allora mia madre ebbe una figlia apparentemente normale ma che irrimediabilmente covava in sé ribellione e germe felino!
Nessuno si accorse della mia decisione ( avrei vissuto da straniera in terra straniera …ma solo per mera sopravvivenza!) Nella mia mente di neonata avevo già pianificato una vita umana ,ma quella razza a cui appartenevo forzatamente mi aveva deluso e avrei dedicato il mio amore solo ai miei veri simili ! Passarono gli anni dell’infanzia e tranne un episodio marginale nessuno sospettò…

_per inciso avevo circa 11 mesi e mi avevano lasciato in sala da pranzo a giocare su un divano.. non camminavo ancora...”gattonavo”(..appunto! ) era caldo ,il divano era collocato sotto una finestra aperta ed io ad un tratto dovetti sentire il richiamo del sangue…il miagolio di un gatto….. riuscii ad arrampicarmi sullo schienale del divano, raggiunsi il davanzale e sporgendomi pericolosamente (vivevamo al quarto piano) vidi un mio simile a 4zampe che gironzolava libero nel giardino…!
“Miao.. miao…” cominciai a farfugliare ,sporgendomi sempre più perché volevo toccarlo…( erano reminiscenze ancestrali? non avevo mai visto prima un gatto..o no?) Mia madre, nell’altra stanza, sentì e corse allarmata…giusto in tempo per afferrarmi e salvarmi dal tuffo che stavo per fare per raggiungere il micio vagabondo! Nei successivi anni mi fu raccontato l’episodio almeno cento volte a sottolineare la mia insana passione _
Parecchie eventi in seguito mi distrassero (la nascita di una sorellina, poi la scuola, un’operazione di appendice…) finché giunsi a 9 anni e a un sabato santo , vigilia di Pasqua..quell’anno pioveva già da molti giorni ed era ancora freddo a Bo …
Non ricordo esattamente, ma credo fosse al ritorno della spesa con la mamma ..che sentii un fievolissimo miagolio… proveniva da un cespuglio, dietro un cassonetto in cemento vicino al cancello… Inzuppandomi sotto l’acqua andai a controllare e vidi un piccolissimo ammasso bagnato che tremava e si lamentava…Riuscii ad avvicinarmi ma non ad afferrarlo ..e allora corsi subito a dare l’allarme..
Ricordo che cominciai a implorare perché mi dessero aiuto per salvare la bestiola..
ma mia madre cominciò ad obbiettare che era ora di pranzo, che papà ci stava aspettando..che era difficile recuperare il micio da quel nascondiglio..che era sicuramente un randagio malato…insomma mille scuse e…fui riportata a forza su in casa!
(Non che mia mamma fosse poco amante degli animali..ma stava attraversando un periodo pieno di guai e aveva mille altri pensieri..)
Cominciarono allora le mie fiere proteste,i pianti e gli scongiuri..non diedi pace a nessuno e dopo un pranzo disastroso mi chiusi in un muto silenzio di condanna
(io ..zitta? doveva esser grave!)
Mio padre s’intenerì ma non profferì sentenza e nel pomeriggio si dileguò….
Dal mio canto avevo da fare i compiti e con lo stomaco in subbuglio mi misi all’opera, guardando sempre più spesso la finestra e la pioggia…quanto pioveva…quel povero gatto…
Venne sera , papà rientrò e aveva uno strano sorriso , mi fece una carezza e mi disse all’orecchio : ”Non preoccuparti il micio è in salvo!” Non fiatai più e quella notte dormii tranquilla.
L’indomani dopo il rientro da Messa , poco prima di mangiare, durante la tradizionale apertura delle uova di cioccolata (..mia sorella ed io ci divertivamo sempre, come tutti i bimbi ,ed era più la curiosità di trovare la sorpresa …che la voglia di assaggiare la cioccolata…) avvenne il miracolo…
In quel momento comparve mio padre, che era uscito poco prima e da sotto la giacca trasse un fagottino : uno straccio pulito che avvolgeva un piccolissimo micio bianco e nero… ricordo come lo guardai…. E come lo sguardo di mio padre s’incrociò col mio e mi toccò il cuore…Lui era il mio eroe.. lo aveva salvato e me lo aveva portato! Poi lo stupore divertito di mia mamma, le urla di gioia di mia sorella e quel micio fra le mie mani …. Lo tenevo con venerazione ,come fosse una preziosa reliquia, me lo strinsi al cuore e il micio cominciò a far le fusa…
Papà l’aveva salvato il pomeriggio prima e poi gli aveva dato riparo nel garage , l’aveva asciugato e rifocillato, il gattino aveva dormito protetto tutta la notte fra panni asciutti e morbidi ( vecchie coperte)
Cominciarono le trattative._” .Lo teniamo finché non smette di piovere “ _diceva mia madre
_ “No! Finché cresce un po’ ”_ replicavo io e incalzavo_ “Guardalo mamy (!) guardalo…non vedi com’è piccolo??? “_ e lui, furbissimo ad un tratto tirò fuori la lingua rosea a lambirle la mano…
_”Ti prego!” _ _“E va beh..” esclamò alla fine …”Fino all’estate”.. _
Il gatto alzò un orecchio poi ci guardammo : i suoi occhi a mandorla si rispecchiarono nei miei e capì:era stato adottato!!!!!
“Che nome gli metteremo?”_ “ Mosè salvato dalle acque!” _
e fu così che … Gigia rimase con noi 2 anni (Gigia : già perché ..era femmina!)

1 commento:

Gatadaplar ha detto...

Quando uno è GATTO DENTRO, non c'è niente che lo fermi!!!
Grande il tuo papà!!!
E bellissimo il racconto... mi sono commossa...
=(^.^)=