martedì 30 settembre 2008

la mia vita coi gatti : Gigia II

E così passarono anni senza gatti in casa...tristi anni.
Crescevo e studiavo, arrivò l'anno della maturità, fui promossa e in settembre ricevetti un invito : due amiche della mia gloriosa classe V sez.B sarebbero andate su in montagna a F. nella casa dei nonni di M. e mi chiesero di unirmi a loro , una settimana 3 baldanzose fanciulle tutte sole...che pacchia! I miei diedero il permesso (e vi assicuro che nonostante fossi da poco maggiorenne,fidanzata in casa,fu un miracolo!)
e così partimmo! Andammo in treno e poi corriera... Arrivate lassù ci divertimmo tanto a fare le "ragazze grandi" cucinando da sole e vivendo per la prima volta senza "custodia" , ci comportammo benissimo!
Poche centinaia di metri più lontano dalla casa di M. abitava la zia che stava in montagna tutta l'estate con la sua gatta...fu fatalità? Non so..ma la gatta era rimasta incinta e aveva scodellato una nidiata di splendidi cuccioli tigrati ... una delizia! Ovviamente erano tanti ed io me li "spalpugnavo" quotidianamente... ce n'era una in particolare... ahhh che amore : grossa,goffa...agguerrita..soffiava sempre a tutto e a tutti...
Me ne innamorai... e promisi alla zia di M. che quando sarebbe tornata a Bo con gatta e piccoli, l'avrei presa io! Non pensavo neanche di chiedere il permesso...avrei messo i miei di fronte al fatto compiuto! C'era da dire che due mesi prima le cose erano cambiate : io vivevo ancora dai miei, ma dormivo la notte nell'appartamento accanto a quello dei miei, che era abitato dai nonni materni (che avevano lasciato per sempre la loro casa a N. per venire a stare accanto ai miei,sentendosi troppo vecchi per stare da soli in una città così lontana)...
Ma coi nonni viveva Leo un cagnone buonissimo e vecchio... ed io non ci avevo proprio pensato : beata incoscienza! Tornai a casa dalla vacanza un po' dubbiosa su come fare e ... trovai...che era impossibile proporre ai nonni o ai miei la convivenza con una micia... Alla fine optai per la soluzione più semplice : a 50mt. da casa mia abitava l'allora mio fidanzato con il fratello e così la gattina scontrosa e selvaggia finì a casa loro!
Ed io ebbi finalmente la scusa per rimanere a studiare in pace (mi ero appena iscritta all'università) in casa del mio ragazzo (che tanto al giorno era fuori a lavorare) e badare alla micia. In breve tempo mi ritrovai quindi a gestire una micia selvaggia, lo studio in casa del fidanzato, le notti a casa dei nonni e i pasti a casa dei miei! Ero girovagante sempre su e giù per le scale! (abitavamo al 4'piano!)... Forse fu questo ad accelerare le cose e nel giro di due anni mi sposai!!! Fu colpa della gatta??? mah...;)))
Intanto l'avevo chiamata Gigia in ricordo della prima gatta Gigia .Ma GigiaII aveva un caratterino!!! ...la mia splendida micia selvatica rimase sempre indomabile : non si faceva toccare da nessuno, tranne che da me! ..soffiava e ringhiava, graffiava tutti...era una bestiola selvaticissima..ma adorabile con me! La tenevo in braccio o sul collo e mi elargiva di fusa sonore.. Crescendo mantenne la dimensioni "promesse" alla nascita: una gigantessa! Aveva il mantello tigrato in grigio dei gatti europei domestici, ma alcune qualità strane: le orecchie appuntite con folti ciuffi di pelo che uscivano a mò di lince, gambe posteriori molto alte... e divenne grande con ossatura massiccia e pesante ma non era grassa ..era di grossa taglia --arrivò a pesare undici chili-- e molto agile ...la voce poi sembrava quella di un gatto selvatico!
Amava l'acqua e infatti quando andavo a farmi il bagno nella vasca lei si accucciava sul bordo e ogni tanto immergeva una zampa per giocare con l'acqua calda! Altra sua caratteristica strana ... non voleva che io uscissi...insomma andava nei matti e ben presto mi ridussi a ..portarla con me ( quando andavo a far spesa e non all'università).
Poiché stavo in un quartiere con molto traffico riuscii ad abituarla al guinzaglio (quello che imbraga anche le zampe anteriori,insomma simile a quello che si mette ai Siberian Husky) anche se sovente me la "infilavo" sotto l'eskimo e la portavo a mo' di infante in braccio!
Non ho più le sue foto (le ha l'ex marito, ma questa è un'altra storia).
Spesso andavo al parco dei Cedri e passavamo ore sotto un larice a guardare la gente...sdraiate su un plaid ...
Fu lei la mia compagna di studi, la mia amica del cuore che mi stava vicina nei primi anni da giovane sposina inesperta...un'ombra che non si separava mai da me !Per fortuna il fidanzato-poi-marito la adorava e in 8 anni riuscì anche a farsi accettare e ad accarezzarla senza danni! Quando partii in viaggio di nozze fui costretta ad affidarla ai miei genitori ,i quali mi telefonarono dopo pochi gg. per dirmi che la gatta non mangiava più e miagolava disperata, non si lasciava avvicinare ...tornammo prima !(Non ho mai più avuto una gatta così attaccata).Furono 9 anni stupendi ....

2 commenti:

marinella ha detto...

Dalla descrizione che ne fai direi che era incrociata con un norvegese, le zampe dietro più alte le orecchie con i ciuffi che sporgono sono tipiche caratteristiche dei norvegesi.
Baci

valverde ha detto...

Forse... sai che non ci avevo mai pensato? La mamma era una grossa e pacifica certosina ma il papà era sicuramente un randagione dei boschi... Chissà se nel suo sangue aveva traccia di norvegese?... Gigia era tigrata grigia scura ma il grigio era tendente al "bluastro" ...e con due occhi smeraldo da paura! ahhh che micia.. Baci